A cura di: Felice Perussia
Professore ordinario di Psicologia Generale e della Personalita' - già Preside (alla fondazione) della Facoltà di Psicologia.
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
Benvenuti nel Personality Psychology Workshop, Laboratorio di Psicologia diretto da Felice Perussia.
Facoltà di Psicologia e
Dipartimento di Psicologia della Università degli Studi di Torino. L'Università che ha laureato Erasmo da Rotterdam, fondata nel 1404.
Il nostro Laboratorio di Ricerca in Psicologia è stato fondato nel 1906.
 
Erasmo da Rotterdam
 
Forse il più famoso dei nostri laureati di area psicologica
 
Laurearsi (a Torino) è sempre una bella cosa e anche un onore
 
 
 
 
Tutte le nostre laureate, così come i nostri laureati, sono degne del massimo rispetto e considerazione; anche indipendentemente dal voto con cui hanno coronato i loro studi.
Ve ne sono peraltro alcuni che sono riusciti più famosi, o che hanno avuto la capacità, l'opportunità e la fortuna (o forse anche la graziosità) di realizzare qualcosa di particolare.
Benchè niente escluda che ve ne siano di meno noti o anche del tutto sconosciuti, ma almeno altrettanto migliori.
 
E' quindi sicuramente importante conseguire risultati elevati, aiuta nella vita ed è anche di soddisfazione.
Tuttavia: la votazione di Erasmo da Rotterdam, come risulta dal nostro verbale del suo esame di laurea svoltosi presso l'Universita di Torino il 4 settembre 1506 (all'Università di Torino inventiamo tante cose nuove, ma ci teniamo anche tutte quelle vecchie), fu: "idoneo e sufficiente". Niente di più.
Due ritratti di Erasmus - di Hans Holbein in giovane (1517 e 1523)
1469-1536
Fatto sta che Erasmo da Rotterdam, o Desiderius Erasmus Roterdamus (aggettivato a volte in: Roterdamensis), si chiamava in effetti, per gli amici, Jeert Jeerts.
Nacque a Rotterdam, nell'attuale Olanda (allora: Fiandre o Paesi Bassi), nel 1469, da genitori non sposati.
Rimasto orfano da piccolino (i genitori erano morti di peste), i suoi sedicenti tutori gli portarono via tutto; cosicchè visse in povertà.
Quindi andò a Parigi per farsi un po' di cultura e poi a Torino per laurearsi.
 
Erasmus ebbe una sola laurea, quella appunto conseguita presso la nostra Università di Torino (sempre la stessa in cui si può studiare oggi) circa cinque secoli fa (quattordici anni dopo la scoperta dell'America).
 
Erasmo seguì diversi altri corsi-training di approfondimento, particolarmente (tra l'altro): di nuovo a Parigi, con Montaigne; e poi a Venezia, con Aldo Manunzio; e poi a Cambridge, con Tommaso Moro.
Ma non ritenne necessario di specializzarsi, seguendo lunghi corsi post-laurea o simili, dopo essere diventato Dottore a Torino.
 
Formalmente: era Dottore in Teologia. La disciplina con cui si è chiamata spesso in passato, e qualche volta pure oggi, la ricerca attorno all'anima.
Del resto: allora non esisteva una Facoltà di Psicologia a Torino, mentre oggi non ne abbiamo una di Teologia.
Anche se il nostro Rettore mi ha gentilmente fatto notare, in qualche occasione, che: col fondare la nuova Facoltà di Psicologia, almeno per certi aspetti, ne abbiamo rinnovato la tradizione.
 
Erasmus girò continuamente per tutta l'Europa, senza stare mai fermo a lungo.
Morì poi, come può capitare a tutti, nel 1536 a Basilea (pace all'anima sua).

Altri tre ritratti di Erasmus - di Hans Holbein in giovane (1523, 1532, 1535)
Il Principe degli umanisti d'Europa
Notevole studioso e letterato erudito: la qualifica intellettuale che più spesso gli si attribuisce è quella di grande professatore della filologia umanistica. Tanto che molti, al suo tempo così come ora, lo chiamano, appunto: Principe degli umanisti.
 
Dove per filologia si intende, letteralmente (dal greco antico): l'amore per il discorso ovvero per per la parola; cioè il desiderio di riportare l'espressione diretta e originale della persona alla sua condizione primitiva, indipendentemente dalle deformazioni che tendono ad apportarle gli interpreti (successivi, ma anche immediati).
E ricordo che uno dei volti più raggianti della psicologia consiste appunto nel giocare anche con le parole (possibilmente: senza attribuire le proprie alle altrui).
 
Dove per umanista si intende uno che si occupa della condizione esistenziale degli esseri umani.
Cercando di studiarla e di costruirci attorno anche delle riflessioni teoriche.
Ma, soprattutto: occupandosi attivamente del suo possibile miglioramento.
 
Va pure notato che Erasmus era un ragionatore, ma non un razionalista.
Poneva inoltre grande attenzione alla dimensione emotiva (oltre che a quella cognitiva) della nostra soggettività.
 
Nel contempo: Erasmo, di personalità riflessiva, moderata, saggia e sornionamente ironica, era poco portato alle radicalizzazioni di parte.
Tutto sommato: era molto convinto di quello che faceva, pur essendone anche molto scettico.
 
Al di là della sua importanza, e straordinaria popolarità, come intellettuale e come scienziato della soggettività, la sua fama è dovuta al fatto che lo si considera il padre della tolleranza europea e anche della cultura europea (nel senso di: indipendente dai particolarismi nazionali) nel suo complesso.
Tra l'altro: è per questo che il primo, e più importante, programma di scambio interculturale d'eccellenza per la mobilità degli studenti universitari, all'interno della Comunità Europea, si chiama appunto Erasmus.
 
Uno dei risultati di tale sua attitudine eclettica e conciliativa, tendente a vedere il meglio dove c'è (cioè: ovunque; e in particolare: anche tra gli avversari, ammesso che ce ne siano), fu quello di essere considerato cattolico da alcuni protestanti e protestante da alcuni cattolici.
 
Così: i suoi libri vennero bruciati in piazza, da qualcuno degli uni e degli altri; mentre ebbe seguaci amorevoli e ammiratissimi, tra gli uni e tra gli altri.
 
Dialogò a lungo, pubblicamente, con Martin Lutero, la cui intelligenza gli piacque sempre, ma che abbandonò (intellettualmente parlando) quando ebbe l'impressione che questi preferisse (in un crescendo di fanatismo, integralismo e dogmatismo) una posizione limitata e di parte, invece che un atteggiamento libero e fiducioso verso l'apporto che tutti possono portare, indipendentemente dalle divisioni ideologiche o di scuola.
Per cui, a quel tempo, si diceva: "Erasmus dubitat, Lutherus asseverat".
 
Tanto che questo gli è valso, da parte di alcuni, la qualifica di: cattolico protestante.
Ma al tempo suo è stato chiamato, molto più spesso e più diffusamente: Princeps Pacis (principe della pace).
Noi diremmo quindi: ammiratore della cultura e dell'umanità in generale, più che di questa o di quella sua teoria in particolare.
 
In ogni caso: Erasmo ha avuto un ruolo chiave anche nel moderare i contrasti fra cattolici e protestanti, al tempo della Riforma.
 
Insomma, sarà quasi inutile dirlo: Erasmo è il campione di un'attitudine, intellettuale ed esistenziale, molto vicina allo spirito di Phersu.
Statua di Erasmo Erasmus - secondo Albrecht Dürer (1520 e 1526)
Libri
Il suo libro assolutamente più noto, uscito nel 1509 (forse uno sviluppo della sua tesi di laurea), si intitola:
 
ELOGIO della FOLLIA
 
Il libro è scritto in forma allegorica: la Follia parla direttamente, tenendo un lungo soliloquio.
Titolo originale (il libretto è stato scritto in latino): "Moriæ Encomium" o "Laus Stultitiæ".
 
Se, come spero, vi interessa il testo, lo trovate in vari siti; ad esempio:
Moriae Encomium (testo originale latino)
Elogio della follia (versione italiana a cura di Liber Liber)
Elogio della follia (versione italiana a cura di D. Fusaro)
Praise of Folly (versione inglese di J. Wilson)
Praise of Folly (versione inglese a cura di G. Smith e T. Eichenberger)
Elogio della follia (link zip nella pagina)
 
 
Un altro suo libro assai importante è il
 
DE LIBERO ARBITRIO
 
Una difesa della integrità e della dignità dell'uomo (della sua capacità intellettuale e immaginativa) in opposizione ad ogni intransigenza dogmatica (ovvero anche una critica a Lutero, che aveva magnificato il "De servo arbitrio").
 
Però non ne ho ancora trovato il testo su internet.
Pagina di un manoscritto autografo di Erasmo, che spesso ci faceva intorno dei disegnini.
 Uno psicologo?
Ed è anche per questo, oltre che per il suo interesse filologico-umanistico, che possiamo annoverarlo a pieno titolo nella categoria degli psicologi veri e propri.
 
Allora non esisteva un Esame di Stato nè un Ordine professionale degli Psicologi (che in Olanda, e in quasi tutti i Paesi del mondo, non esiste nemmeno oggi).
 
Nè esisteva una suddivisione disciplinare specializzata come quella odierna.
Più o meno, ci si laureava, al massimo, per grandi categorie; più o meno: teologia, filosofia, medicina, diritto.
 
Comunque: il nostro Erasmo non seguì corsi di medicina-fisiologia ma, prima di laurearsi, studiò in seminario, prendendo nel 1492, presso il convento dei canonici regolari di Sant'Agostino di Steyn, gli ordini (anche se poi ne vanne dispensato, dagli Ordini, direttamente da Papa Giulio II). Peraltro: nel 1535 rifiutò la nomina a Cardinale, che cercavano di attribuirgli.
Ritratto doppio di Erasmo a Gilles - di Quinten Metsys (1517).
Quindi:
Conclusione: forse vi state chiedendo se possa valere la pena di laurearsi all'Università (di Torino).
O forse state dubitando della utilità o della efficacia, nei termini di qualità della propria futura testimonianza intellettuale o anche nei termini di uno sviluppo professionale soddisfacente, di una laurea in psicologia.
Pensateci meglio.
 
Egli è vero che forse un senso più chiaro di quello che si fa lo si potrà cogliere meglio nei prossimi cinquecento anni, più che nei prossimi dieci (sempre: a Dio piacendo).
Tuttavia: si tratta di un pensiero non privo di fascino.
 
Seconda conclusione: Studiate!
(Lo diceva sempre anche Erasmo)
Pure se siete già laureati.
E: In bocca al lupo!

 

 

 
 

 

 

Altri ritratti di Erasmo, più o meno della sua epoca.
Meditate, gente, meditate!
E se poi vi va di leggere qualche sua frase caratteristica, ve ne propongo qualcuna in ordine sparso (qui e là, dai suoi molti scritti):
 
 
All'uomo non resta che un'incessante, ardita ricerca che si sviluppa entro un generale atteggiamento scettico. La verità quindi non può che essere umana, perché scoperta e quasi fabbricata nel tempo, dagli uomini
 
"La natura ha insegnato la concordia ma l'uomo vuole la discordia"
 
"Meglio una pace ingiusta che una guerra giusta"
 
"Se il nome di patria serve a unire, ricordiamo che la patria comune e' il mondo"
 
"Ubi bene est, ibi patria est"
 
"Ego mundi civis esse cupio, communis omnium vel peregrinus"
 
"Vedete la volpe che sta predicando, ma dietro, dalla cocolla le penzola fuori la testa di un'oca; poi c'è un lupo che assolve un penitente, e intanto gli scappa fuori un pezzo della pecora che tiene nascosta sotto la tonaca; infine ecco una scimmia vestita da francescano che assiste un malato: con la destra gli presenta il crocefisso, con la sinistra fa man bassa nella borsa dell'infermo"
 
"Certo che è bella una giovane vergine! Ma dal punto di vista della natura una vergine vecchia non è qualcosa di mostruoso?"
 
 
 

 
 

Professore Ordinario ai tempi di Erasmo
Stampa di Cesare Vecellio, metà cinquecento (collezione privata)

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PERSONALITY PSYCHOLOGY WORKSHOP
Diretto da: Felice Perussia
Presso il Dipartimenti di Psicologia della Università degli Studi di Torino
 
 
Via Po 14 - 10129 TORINO
 
 
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