A cura di: Felice Perussia
    Professore ordinario di Psicologia Generale e della Personalita' - già Preside (alla fondazione) della Facoltà di Psicologia.
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
     
    Benvenuti nel Personality Psychology Workshop, Laboratorio di Psicologia diretto da Felice Perussia.
    Facoltà di Psicologia e
    Dipartimento di Psicologia della Università degli Studi di Torino. L'Università che ha laureato Erasmo da Rotterdam, fondata nel 1404.
    Il nostro Laboratorio di Ricerca in Psicologia è stato fondato nel 1906.
     
    Tesi di Laurea
     
    Brevi istruzioni operative
     
    Con particolare riferimento al caso di
    Psicologia della personalità a Torino
     
     
     

    Consigli per la tesi di laurea - Alcune indicazioni particolarmente utili, su cui basarsi per realizzare la tesi.
     

    Creative Commons License
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    Premessa
     
     
    La Tesi di Laurea (in psicologia) coincide con il compimento di un percorso di studi impegnativi, durato diversi anni. E' anche il rito di passaggio dalla condizione di giovane che si sta formando (spesso ancora molto legato alla famiglia) a quella di adulto che afferma la propria autonomia e la propria indipendenza esistenziale (in particolare: nel mondo del lavoro), ovvero dalla condizione di Studente a quella di Studioso e di Professionista.
    L'esperienza della Tesi di Laurea rappresenta un'opportunità rilevante nella formazione universitaria. Essa impegna notevolmente lo Studente, sia in termini intellettuali sia in termini emotivi e di tempo.
    Il modo di redigere la Tesi, così come i molti dettagli tecnici e adempimenti burocratici relativi, non viene tuttavia fatto oggetto di insegnamento specifico nell'ambito del corso di studi.
    Come in tutto il corso di studi, esiste invece un grande desiderio-necessità di istruzioni precise.
    Ricevere delle indicazioni sul da farsi serve come contenitore per le proprie ansie (fatto in sè non spregevole, ancorchè malvisto da alcuni) ma anche come viatico, da considerare in termini critici, per non disperdersi in aspetti formali e organizzativi pure importanti ma che poco hanno a che fare con il vero e proprio lavoro (di analisi, di ricerca, critico, espressivo, ecc) che rappresenta il nucleo forte della Tesi.
    Se dunque è bene non colludere con le ansie degli studenti (dei futuri psicologi), tuttavia è altrettanto bene cercare di aiutarli nel loro lavoro.
    Ho dunque riportato alcune indicazioni di massima, per rispondere ai problemi, anche di dettaglio, che più frequentemente si presentano durante il lavoro (e quindi a molte delle domande che, in base alla mia personale esperienza, vengono poste dai Tesisti).
    Tali indicazioni rappresentano un quadro di riferimento indicativo e generale, da non prendere alla lettera.
     
    Gli obiettivi che mi sono proposto sono fondamentalmente due:
     
    1) Delineare una strategia logica per il lavoro di Tesi, suggerendo anche la sequenza di atti e interventi da compiere successivamente
    2) Fornire, se possibile, qualche dettaglio (sia concettuale sia pratico) per ottenere il risulato tentativamente migliore.
     
    Il quadro di riferimento delineato è quello sviluppato da chi scrive, all'interno del corso in psicologia della personalità presso il Dipartimento di Psicologia dell'Università degli Studi di Torino.
    Benchè le indicazioni riportate in questo breve documento si ispirino al modo generale di produzione delle Tesi (e valgano quindi, in linea di massima, per qualsiasi Tesi, in psicologia e non, a Torino e non), esse hanno valore in qualche modo prescrittivo solo per chi lavora all'interno di questo gruppo.
    Tali indicazioni non rappresentano dunque, assolutamente, una prescrizione ufficiale della Facoltà o dell'Università. Varrà anzi la pena che quanti, pur non sviluppando la Tesi all'interno del nostro gruppo, volessero ispirarsi anche al quadro proposto quì, verifichino poi i dettagli con il proprio Relatore, ovvero con la propria Segreteria universitaria, per non commettere troppi errori.
     
    Per quanto mi riguarda, ho preferito comunque produrre indicazioni anche relativamente circoscritte (pur rendendomi conto che queste si legano alla mia particolare filosofia) piuttosto che restare sulle generali. Ritengo infatti preferibile delineare un quadro quanto più possibile preciso e completo, piuttosto che fornire solo indicazioni di massima (cioè, spesso, incerte) le quali, non di rado, suscitano più dubbi di quanti ne risolvano.
     
    Il principio del costante dubbio filosofico, che rappresenta comunque un criterio fondamentale cui ispirare il lavoro di qualsiasi ricercatore (anche alle prime armi, quale è il Tesista) non significa infatti lasciare tutto nel vago, bensì piuttosto analizzare puntualmente ogni aspetto in termini critici.
     
    Alcune indicazioni appariranno anche troppo elementari e di dettaglio. Può darsi che lo siano, ma nascono quasi sempre da domande specifiche e circostanziate poste da singoli Tesisti in carne e ossa, ovvero dall'esperienza diretta di errori e disguidi, basati su originali interpretazioni (da parte del Tesista) riguardo al modo migliore di agire, che a volte non mi sarei immaginato (e che pure ho visto mettere in atto con convinzione).
     
    Per quanto concerne il contenuto (scientifico) vero e proprio della Tesi, rimandiamo ad altre sedi e occasioni.
     
     
     
     
     
    Attenzione!
     
    Questi appunti sono stati pensati, dall'inizio, come un servizio per gli studenti. Sin dalla loro nascita, sono sempre stati pronti per essere rivisti e aggiornati.Siamo sempre ben felici di ricevere quante più possibili comunicazioni, suggerimenti e correzioni (per iscritto), utili a un continuo perfezionamento, all'indirizzo:
     
    felice.perussia@libero.it
     
     
     
     

    Trovate indicazioni per scaricare, direttamente sul vostro computer, i programmi professionali freeware (in condivisione gratuita) che servono per scrivere, impaginare, calcolare, realizzare presentazioni, produrre o elaborare immagini e grafica ecc nella pagina di Itapi.org relativa alle Fonti Software.
     
     
     
     
     
    Significato e funzioni della Tesi di Laurea

    La redazione di un testo scritto finale per conseguire un titolo di livello universitario non è una pratica presente in tutto il mondo. Essa è tuttavia molto diffusa, mentre nell'Università italiana rappresenta di fatto un obbligo assoluto.
    Tutta l'università è concepita per aiutare lo Studente ad agire in modo autonomo. Alle scuole elementari il bambino viene preso per mano poi, progressivamente, gli viene richiesto di fare sempre di più per conto suo. All'università deve imparare a sbrigarsela da solo in molti aspetti del suo percorso (ciò dipende da limiti organizzativi, ma anche da una consapevole strategia formativa). La Tesi è fondamentalmente il saggio finale, la prima occasione e la dimostrazione di tale acquisita autonomia.
    La redazione della Tesi fornisce alcune interessanti opportunità che rappresentano un fatto relativamente unico nell'ambito del corso di studi. Tra queste è possibile segnalare in particolare la possibilità (per il Tesista) di:
     
    - Avvicinare di molto il professore, che lo segue individualmente
    - Partecipare a un lavoro di bottega all'interno di un gruppo di ricerca;
    - Seguire personalmente un lavoro psicologico (in particolare: una ricerca) in tutti i suoi aspetti, e cioè dall'inizio alla fine;
    - Scrivere di psicologia invece che leggerla solamente, e quindi capire molto meglio la complessità e la problematicità (oltre che la fatica) di quanto solitamente si legge come se fosse semplice, ovvio ed evidente;
    - Esprimersi, se possibile, in modo creativo e originale;
    - Sperimentare meglio la disciplina del lavoro con un obiettivo preciso;
    - Impratichirsi nella valutazione obiettiva del lavoro altrui, attraverso l’osservazione analitica della letteratura di ricerca;
    - Last but not least: perfezionarsi nell'uso del computer, dell'inglese, delle biblioteche e delle banche dati, nella redazione di un rapporto.
     
     
    Avvicinarsi alla Tesi

    E' meglio pensare alla Tesi molto presto nel procedere del proprio corso di studi, invece che attendere (come spesso avviene) l'ultimo momento. Ciò permette di lavorare con maggiore calma, serenità e consapevolezza.
    Largomento della Tesi di Laurea deve essere definito nell'ambito di uno dei raggruppamenti scientifico-disciplinari in cui lo studente ha sostenuto o sosterrà almeno un esame.
    E preferibile ottenere l'assegnazione della Tesi quando si hanno ancora esami da sostenere, così da ottimizzare gli intervalli fra un esame e l'altro ovvero da ridurre i tempi morti nella redazione della Tesi stessa.
    Capita infatti che si presentino dei periodi di attesa (di un libro ordinato; di una risposta da uno studioso; di contatto con soggetti del campione; ecc) i quali possono essere appunto riempiti dallo studio per gli esami.
    Il tempo minimo (ma proprio minimo) previsto per produrre la Tesi è di 6 mesi. E' tuttavia del tutto normale che le si dedichi almeno un anno. Alcune Tesi possono richiedere anche molto più tempo.
    La Tesi è spesso sviluppata nel contesto di un gruppo di ricerca. Ci si deve quindi adattare, in molte circostanze, anche ai tempi e ai ritmi degli altri.
    E' praticamente impensabile, per semplici ragioni di scarsa esperienza (non certo di capacità potenziale o di intelligenza), che uno Studente abbia la capacità attuale di condurre completamente da solo una ricerca originale degna di questo nome. Esistono naturalmente le eccezioni, ma in genere quello che il Tesista si trova a svolgere è un buon lavoro di collaborazione da apprendista.
    Tale impegno risulta in effetti piuttosto complesso e richiede di applicarsi con intensità e passione. Riuscire a produrre una buona Tesi significa essere molto bravi, imparare un modo di lavoro che risulterà utile nel proprio mestiere, sviluppare le capacità per contribuire, in futuro, alla crescita della disciplina e della professione.

     
     
     
     
    Chiedere la Tesi

    Tutti i professori (ordinari e associati), e gli altri docenti (professori a contratto, ricercatori con un corso in affidamento) possono essere relatori di Tesi. L'elenco dei docenti di psicologia è facilmente accessibile, assieme a tante altre informazioni, presso il sito della Facoltà di Psicologia.
     
    Nell'ambito della Facoltà viene compiuto uno sforzo per distribuire equamente le Tesi fra tutti i docenti. Tuttavia: alcuni ricevono molte richieste, altri poche; alcuni credono nelle Tesi e le seguono con passione, altri non ci credono e cercano di ridurle al minimo.
    Ciascun docente può avere suoi criteri per assegnare le Tesi. Ad esempio: un determinato punteggio medio, il fatto di avere sostenuto certi esami, ecc.
    In particolare: è obbligatorio che il Tesista abbia sostenuto almeno un esame nella disciplina in cui intende laurearsi.
    Può anche essere che il docente segua già molte Tesi, per cui non ne assegna di nuove fino a che le precedenti non sono state discusse.
    Nel caso specifico di chi scrive, ad esempio, per poter chiedere la Tesi in Psicologia della personalità, occorre prima (quanto meno) superare un piccolo esame, direttamente con me, in cui dimostrare una conoscenza precisa di quanto esposto in queste stesse "Brevi istruzioni dettagliate", così da cominciare subito la Tesi sapendo bene come fare.
     
    Ciascun docente (ciascun Relatore) ha una propria impostazione teorica, epistemologica e di ricerca. E' verosimile, e per molti aspetti giusto e necessario, che questi richieda al Tesista di seguirealmeno indicativamente i criteri in cui crede, pur nel rispetto delle opinioni di ciascuno. Per certi aspetti la sua funzione è quella di fornire testimonianza di uno stile originale di lavoro. Ne consegue che la Tesi andrà impostata anche considerando la filosofia psicologica del Relatore.
     
    Considerate anche che, con una certa frequenza, vengono assegnate, e quindi prodotte, tesi a più mani (da due o anche da tre tesisti insieme). La tesi rimane comunque un lavoro individuale, come paternità-maternità e come responsabilità, benchè possa risultare utile e produttivo collaborare con altri su uno stesso tema, sotto il coordinamento del Relatore.
     
    Capita spesso che lo Studente vaghi per il Dipartimento chiedendo Tesi a destra e a manca. Studiate bene la strategia di richiesta della Tesi e non farete troppa fatica.
    Non chiedete la Tesi a tutti quelli che incontrate. Perdete tempo voi e lo fate perdere agli altri.
     
    Se proprio non trovate nessuno che vi assegni la Tesi, esiste anche uno Sportello Tesi, presso il Dipartimento di psicologia, che vi potrà dare una mano. In ultima istanza, potete sempre andare dal Preside della Facoltà a chiedere aiuto (fatelo con la massima cautela: lui ha un'infinità di cose da fare per tenere in piedi la Facoltà stessa, cioè nell'interesse di tutti).
     
    Se avete parlato a un Relatore per la Tesi e poi cambiate idea, è cortese dirglielo, poichè ciò gli permette di programmarsi meglio (e di lavorare meglio con gli altri Tesisti). Ricordate che, se vi ha firmato il foglio di assegnazione della Tesi, non potete più cambiare Relatore senza una sua dichiarazione liberatoria.

    Argomento della Tesi

    L'argomento della Tesi può essere proposto dallo Studente, oppure dal Relatore, oppure anche emergere da una discussione-trattativa fra i due.
    Se avete una bella idea, proponetela. Tenete conto, però, che il Relatore segue gli argomenti che conosce, per cui occorrerà in genere adattarla alla sua competenza, alla sua filosofia scientifica e al suo stile.
    Proponete comunque, eventualmente, un tema che abbia a che fare con il corso che il Relatore tiene in università, o almeno con i suoi interessi di ricerca, deducibili dalla sua immagine di studioso ovvero dalle sue pubblicazioni (reperibili, in forma relativamente aggiornata, presso il sito della Facoltà di Psicologia).
    Considerate però anche che gli interessi scientifici di ogni ricercatore evolvono di continuo, per cui il vostro beniamino potrebbe avere studiato a lungo un argomento che ora non gli interessa più, ovvero essere preso da nuove ricerche non ancora pubblicate.
    Aspettativi insomma che vi proponga qualcosa, più che seguire le vostre proposte, magari in una direzione che non avevate previsto (potrete dunque avere delle sorprese, a volte un po' deludenti ma a volte entusiasmanti).
    Pensate comunque anche una vostra ipotesi. Tenete conto dei vostri interessi psicologici, ma anche di aspetti esistenziali e magari (ma non necessariamente) delle idee che avete sul vostro futuro professionale.
     
    Considerate che in psicologia ci sono tre dimensioni principali di approccio: le teorie (ad esempio: la psicoanalisi, piuttosto che il modello della terza forza), i metodi (ad esempio: il laboratorio, piuttosto che le rilevazioni con questionario), gli oggetti (ad esempio: i disturbi alimentari, piuttosto che le tendenze aggressive).
    Lo stesso oggetto (ad esempio: le relazioni interpersonali) può essere affrontato secondo teorie diverse (ad esempio: cosa ne dice Kohut, piuttosto che Heider) e con metodi differenti (ad esempio: storie di vita, presentazione di fotografie).
    La stessa teoria può affrontare argomenti diversi con metodi diversi. Lo stesso metodo è usato da teorie diverse.
    Insomma: tenete conto di tutti e tre gli aspetti, che giocano dialetticamente tra loro.
     
    Un punto da cui partire può essere anche la disponibilità di un'occasione (specie: di un campione particolare). Ad esempio: se conoscete molti peruviani, potete studiare la loro immagine dell'Italia, oppure vedere se rispondono in modo diverso rispetto agli svedesi (posto che abbiate accesso anche a un club di svedesi) a una scala di stili amorosi. Pensateci bene, potrebbero venirvi idee interessanti.
     
    E' bene considerare che qualsiasi argomento, se affrontato con serietà, sistematicità ed eleganza, diventa più interessante (e più coinvolgente a livello personale) ogni giorno in più che gli si dedica, anche se all'inizio poteva sembrare solo una fantasia maniacale del Relatore.

    Il Relatore

    Il Relatore per metà si sceglie e per metà si prende quello che c'è.
    Anche se possono esservi delle preferenze, tutti i docenti della Facoltà possono essere ottimi relatori.
    Il Relatore svolge una funzione di catalizzatore e di supervisore. Segue la Tesi da vicino, con indicazioni, consigli, revisioni, ma soprattutto aiuta lo Studente in un percorso che è principalmente suo.
     
    Lo Studente (l'essere umano) nutre spesso una naturale predisposizione affiliativa, per cui capita che si affidi al docente un po' come al proprio salvatore. La funzione del Relatore è invece quella di un tutore, o di un mèntore, piuttosto che di un produttore di regole e ricette da seguire pedantemente.
    Indipendentemente dalla simpatia personale (ogni Relatore stima e ama tutti i suoi Tesisti allo stesso modo), il Relatore è anche il giudice della Tesi. Agisce dunque anche da coscienza critica, talvolta con severità. Non sarebbe un buon formatore se si identificasse troppo con il Tesista, ovvero se ritenesse che il giudizio sulla Tesi sia un giudizio su di lui (Relatore), invece che sullo Studente.
     
    Presso alcuni insegnamenti, può succedere che il Relatore si faccia aiutare da un Assistente o collaboratore, con varia qualifica, nel seguire la Tesi. In questi casi, potrà capitare di frequentare soprattutto tale Assistente. Il responsabile della Tesi rimane comunque il Relatore.

    Titolo

    Il titolo della Tesi rappresenta la sintesi, il progetto, del lavoro di Tesi. Va scelto con oculatezza e con convinzione, in accordo col Relatore. Deve essere breve, semplice, chiaro e riassuntivo del senso della Tesi.
    E' un momento molto importante della Tesi. Nel titolo viene sintetizzato lo sforzo di un anno, ovvero la prima vera occasione (protetta) di essere attore più che spettatore del movimento psicologico.
     
    Il titolo della Tesi, una volta che è stato definito, va considerato definitivo. Esso rappresenta il nucleo centrale attorno a cui si struttura tutto il lavoro. E' l'obiettivo da raggiungere, il simbolo, la bandiera del proprio sforzo. Va dunque preso con molta serietà.
    Il titolo va riportato nel modulo di assegnazione della Tesi da depositare in Segreteria e deve essere approvato e firmato dal Relatore.
     
    Il titolo non si cambia se non per stretta necessità, cioè possibilmente mai. Per cambiarlo, è comunque necessario ripresentare in Segreteria il modulo di assegnazione della Tesi, con il nuovo titolo, controfirmato dal Relatore (che lo controfirma solo se ritiene che il cambiamento sia veramente necessario, cioè di rado).
    Ricordate, lo ripeto, che, una volta firmato, il titolo vi vincola al Relatore. Non potete cioè depositarne un altro, se non in accordo col quel Relatore.
     
     
     

     
     
    Una volta che la Tesi è stata assegnata

    Adempimenti formali

    Quando che la Tesi è stata assegnata, e ne è stato definito il titolo, occorre prendere in Segreteria, e lì consegnarlo una volta compilato, il modulo che certifica l'avvenuta assegnazione della Tesi da parte del Relatore (nonchè il deposito del titolo).
    Il modulo deve essere depositato in Segreteria almeno sei mesi prima della data di consegna del libretto e del volume della Tesi per essere ammesso all'esame di Laurea.
     
    La data da cui partono i sei mesi minimi per lo svolgimento della Tesi è la data di consegna materiale del modulo (il timbro di avvenuta ricezione) in Segreteria, non quella che il Professore scrive sul foglio e che coincide con la firma appunto da parte del Relatore (quindi: consegnate il modulo immediatamente dopo che è stato firmato, senza attendere oltre).
     
    Ricordo, una volta di più, che per tutti gli adempimenti formali (i quali subiscono continue modifiche, nel tentativo di migliorare sempre di più la situazione) è bene verificare sempre le ultime indicazioni presso la Segreteria o presso il Punto Informativo.

    Contatti con il Relatore

    Il confronto con il Relatore è un aspetto importante del lavoro di Tesi. Questi svolge infatti, si è detto, la funzione di supervisore, e spesso anche di direttore di ricerca, per il vostro lavoro.
     
    Lo Studente incontra il Relatore, quanto meno: nel suo corso di lezioni e all'esame; per un primo colloquio di richiesta della Tesi; per colloqui successivi di focalizzazione dell'argomento; per firmare il foglio di presa in carico della Tesi; per verifiche successive del progredire del lavoro e per porre domande specifiche; per avere l'approvazione del testo finale; prima della discussione di Laurea per eventuali precisazioni e rassicurazioni.
    Molti incontri sono individuali. Altri possono essere collettivi, nel senso che alcuni professori organizzano dei gruppi-tesi (generali o su aspetti particolari) per trattare insieme aspetti comuni a diverse Tesi.
     
    Ogni volta che vi recate dal Relatore per la Tesi, ricordategli sempre, in apertura (e nel vostro interesse): chi siete; qual'è l'argomento della vostra Tesi; cosa avete prodotto dall'ultima volta che vi siete visti; a che punto siete.
    E' verosimile che il Relatore segua varie Tesi e si occupi di varie altre faccende, per cui si ricorderà di voi, anche molto bene, ma non necessariamente nei minimi dettagli.
     
    Ogni volta che incontrate il Relatore, portate con voi tutto quello che avete prodotto fino a quel momento. I materiali possono essere presentati su dischetto, ma, perchè il Relatore possa osservarli con facilità, è bene che glie ne sia fornita una copia su carta (che è consultabile in modo più immediato). E' bene che il materiale scritto sia sempre corredato dell'indice.
    Potete chiedere liberamente al Relatore tutto ciò che vi pare utile, esprimendo dubbi e ipotesi.
     
    Per rendere l'incontro più produttivo, presentatevi già con degli appunti scritti, in cui avrete segnato le varie questioni mano a mano che vi vengono in mente durante il lavoro.
     
     
     
     
     
    Il computer

    La Tesi si scrive al computer, pare quasi pleonastico dirlo (ma mi capita ancora oggi di seguire tesisti ben poco pratici di questo strumento).
    Ciò permette di lavorare meglio, di gestire il testo apportandovi modifiche fino all'ultimo momento, di sviluppare con facilità elaborazioni dei dati della ricerca (calcoli, tabelle, statistiche).
     
    Al giorno d'oggi, con l'uso del computer, produrre la Tesi significa anche familiarizzarsi con uno strumento e una tecnica (il computer, appunto) praticamente indispensabile in qualsiasi contesto di lavoro.
    Esistono due famiglie principali di personal computer: Apple e PC. Vanno bene tutti. Tra l'altro: entrambe le famiglie di computer (assieme ad altre più evolute) sono ampiamente rappresentate nel Dipartimento e nella Facoltà di Psicologia.
     
    Se approfittate dell'occasione per procurarvi un computer, è senz'altro consigliabile acquistarne uno che disponga di un lettore di CD Rom e che permetta l'allacciamento alla rete Internet (dotato cioè di un modem).
     
    Per scrivere, si possono utilizzare svariate applicazioni. Si suggerisce comunque di scegliere l'applicazione più diffusa attualmente, e cioè "Word", anche perchè è quella meglio gestibile in Dipartimento (e più facilmente trasferibile da una famiglia all'altra di computer).
     
    E' consigliabile studiare Word (ovvero il programma di scrittura che si usa) con una certa attenzione, poichè contiene alcune funzioni, magari non diffusamente conosciute ma molto efficaci e che conviene sforzarsi di utilizzare.
    Una funzione fondamentale è il sommario impostato in modo automatico (che in realtà ho scoperto non essere molto utilizzato dagli utenti).
    Si consiglia di utilizzare il sommario automatico fin dalle prime righe della Tesi e nel modo più analitico possibile (producendo molti titoli e sottotitoli). Esso svolge infatti sia la funzione di tenere sotto controllo la distribuzione delle dimensioni dei capitoli, sia di avere costantemente sotto mano la scaletta del lavoro che si sta realizzando, sia di produrre facilmente in gni momento (e quindi anche alla fine) un indice preciso e completo.
     
    Un'altra funzione molto utile è il foglio degli stili. Questa permette di impostare in modo autonomo e uniforme ogni singola parte di testo (normale, titoli, citazioni, bibliografia, ecc), modificandoli a discrezione e con facilità.
     
    Per l'elaborazione dei dati si possono utilizzare diverse applicazioni.
    Un modo molto efficace è quello di lavorare in Excell, usando formati standard, ed elabolarli successivamente con qualsiasi applicazione statistica. Anche per i dati, la compatibilità tra famiglie di computer è quasi totale.
     
    Per tutto ciò che riguarda la gestione computerizzata di dati e documenti può risultare utile il supporto fornito alla Facoltà di Psicologia dal Centro Interdipartimentale di Servizi Informatici e Telematici per le Facoltà Umanistiche (meglio noto come CISI), che si trova al sesto piano di Palazzo Nuovo.
    Merita rivolgersi a questa importante struttura per vari aspetti della Tesi. Il dettaglio dei molti supporti (hardware, software, di rete, ecc) liberamente utilizzabili (in genere: previa registrazione) dagli studenti e dai Tesisti di psicologia va richiesto direttamente al CISI, presso la sede o in rete.

    Per quanto riguarda il software, tenete conto che dalla rete è possibile scaricare una quantità di programmi gratuiti più che sufficienti per lavorare al meglio.
    Un'ampia gamma di tali applicazioni può essere raggiunta anche partendo dai nostri
    links
     
     
     
     
     

    La lingua inglese

    La stesura di una Tesi di Laurea presuppone la conoscenza dell'inglese (o meglio: dell'americano o dell'inglese internazionale). Il mondo scientifico si esprime in questa forma di latino moderno.
    Si utilizzano talvolta anche altre lingue, ma piuttosto marginalmente. La gran parte dei manuali più ricchi e aggiornati, ovvero delle riviste scientifiche, in psicologia, è scritta in inglese. Anche le riviste pubblicate in altre lingue contengono generalmente dei riassunti in inglese.
    La Tesi è dunque anche una occasione per rinverdire la propria conoscenza di questa lingua indispensabile.
     

    Fonti dei dati

    Nel lavoro di Tesi ha molto rilievo la raccolta di dati già disponibili in letteratura. Qualsiasi sia l'argomento trattato, occorre sempre conoscere bene il quadro di quanto è già stato rilevato dagli altri ricercatori.
     
    Le fonti dei dati possono essere diverse. Avvicinare tali fonti è sempre il primo indispensabile passo nel lavoro di Tesi, anche prima (ma soprattutto dopo) avere definito il titolo.
     
    Occorre in primo luogo andare in biblioteca (in particolare, ad esempio: quella del Dipartimento di psicologia; la biblioteca nazionale; la biblioteca del luogo in cui si risiede; ecc).
    In biblioteca, si consulta il catalogo per argomenti, in tutte le voci che possono avere a che fare, più o meno direttamente, con l'argomento della propria Tesi. Si consultano quindi, inizialmente un po' a caso e successivamente in modo più mirato, i principali testi che vi si trovano.
     
    La seconda fonte cui attingere è rappresentata dalle banche dati. Le più utili contengono, in forma elettronica digitale, repertori di lavori pubblicati. Si possono trovare banche dati in diversi contesti (Internet compresa). Presso il Dipartimento di psicologia ve ne sono diverse, tra cui: Ergonomics, Eric, La Stampa, LLBA, Pollicino, PsychLIT, Social Science, Sociofiles, ecc.
    La più utilizzata (ma non certo l'unica) per una Tesi in psicologia è quella, gestita dalla American Psychological Association, detta "PsychLIT". Essa contiene, più o meno, tutti i riassunti degli articoli (decine e decine di migliaia) riportati negli Psychological Abstracts, oltre al sommario (a volte con brevi abstract) di molti libri recenti.
    La si consulta (come tutte le banche dati) utilizzando parole chiave (si scrive la parola e il computer seleziona immediatamente tutti i lavori in cui quella parola compare), secondo criteri molto semplici contenuti in un help di istruzioni presso la banca dati stessa. Quindi si versano (download) tutti gli abstract degli articoli su un dischetto (floppy HD da 3.5).
    Se si va in biblioteca, tale dischetto deve essere portato già formattato (per Windows) da casa. Occorre prenotarsi per la consultazione (poichè sono in molti a farne uso).
    La lettura degli abstract, che si può compiere tranquillamente sul computer di casa (una volta caricati gli abstract sul dischetto), fornisce un primo quadro fondamentale della situazione.
    Si tratterà poi, almeno per gli articoli più importanti (specie le rassegne e le ricerche principali), di andare a cercare le riviste o i libri che contengono per intero i testi che ci interessano.
     
    Quando si studia un articolo, o un libro, è importante fare attenzione alla bibliografia che vi è citata. Essa riporta infatti altre voci bibliografiche rilevanti da consultare.
    Un'altra fonte significativa di informazioni è rappresentata dal sistema della rete Internet. Se usata bene, questa può fornire molti dati, permette di lanciare richieste d'aiuto, contiene qui e là siti molto utili (come, ad esempio: alcune banche dati a libero accesso; siti di presentazione o di discussione del tema in oggetto; indicazioni sulle riviste e sulle biblioteche, anche italiane, che contengono le annate, o singoli numeri, delle riviste scientifiche che ci interessano; ecc).
     
    L'impiego di Internet non è un risolutore magico di problemi, ma può rappresentare una via d'accesso rapida e, sempre se avvicinata nel modo più efficace, dalle risorse a volte impreviste.
     
    Per quanto riguarda la ricerca sulla letteratura, spesso capita di identificare alcuni pochi testi veramente importanti, citati costantemente da chi si occupa di quell'argomento, che può valere la pena di acquistare.
    Esistono vari modi (sia attraverso Internet che per lettera) con cui si possono acquistare direttamente i libri presso l'editore (in genere straniero) al prezzo di copertina e senza altri sovrapprezzi a parte le spese postali.
     
    Se si ha occasione, vale assolutamente la pena di visitare una biblioteca straniera ben fornita. In particolare: le ricchissime e aggiornatissime biblioteche della gran parte delle università statunitensi (e di qualcuna europea), cui si accede piuttosto liberamente una volta sul posto e dove i testi sono in libera consultazione con accanto delle fotocopiatrici (si entra direttamente nel deposito, senza bisogno di redigere moduli per ogni singolo testo da vedere) rappresentano una occasione eccezionale.
    Recarsi fino a Columbia o a Berkeley è molto costoso ma, se appena possibile, è consigliabile fare ogni sforzo per provarci.
     
    Molte risorse, disponibili in rete, si possono raggiungere anche navigando a partire dai nostri links oppure direttamente nella nostra biblioteca online.
     
     

    Struttura della Tesi

    Le Tesi di psicologia, e in particolare quelle condotte nell'ambito del Laboratorio di Psicotecnica, hanno spesso un contenuto di ricerca empirica.
    La struttura della Tesi è dunque paragonabile a quella di ogni altro lavoro di indagine scientifica, che si compone, immancabilmente, della medesima sequenza rituale: Premessa; Metodologia; Risultati; Commento; Bibliografia.
     
    Nel caso della Tesi di Laurea, tuttavia, viene dato uno spazio particolarmente ampio alla premessa, che negli articoli pubblicati in una rivista scientifica rappresenta invece, solitamente, solo una breve introduzione di inquadramento. In quest'ultimo caso si punta infatti l'attenzione quasi esclusivamente sui dati di ricerca.
     
    Le Tesi si strutturano dunque solitamente in due parti, di peso similare:
    1) Rassegna della letteratura scientifica.
    2) Presentazione della ricerca empirica.
     
    La Tesi non ha una dimensione predefinita
    Tuttavia, trattandosi di un saggio in cui mettere alla prova e mostrare la propria competenza, può essere utile rispettare alcuni criteri.
    Generalmente si sta fra le 100 e le 150 pagine (al massimo), organizzate secondo i criteri indicati più avanti, nel paragrafo relativo alla impaginazione del testo.
    Lo stile in cui scrivere la Tesi si ispira al modello scientifico in uso nei libri e soprattutto negli articoli delle riviste scientifiche.
     
    La Tesi deve essere redatta in forma sintetica e chiara, con frasi corte (non più lunghe di 2/3 righe l'una), periodi brevi (non più lunghi di 10/20 righe l'uno), paragrafi brevi (1/3 pagine al massimo), con molti titoli e sottotitoli.
    Occorre fare riferimento a tutto ciò che ha rilievo per il tema trattato, ma sempre in forma molto contenuta.

    Frontespizio

    La Tesi comincia con un frontespizio o intestazione.
    Questa contiene: l'indicazione dell'Università, quella della Facoltà e del Corso di Laurea, il titolo della Tesi, il nome dell'autore (il Tesista), il nome del Relatore, eventualmente l'anno accademico.
     
    Un esempio può essere (su righe una sotto l'altra, generalmente centrato):
     
    Università degli Studi di Torino
    Facoltà di Psicologia
    LE TECNICHE ATTIVE NELLA FORMAZIONE PERSONALE
    Relatore: Prof. Konstantin Stanislavskij
    Candidato: Antonin Artaud (n. matricola: 7654321)
    Anno Accademico 2001/2002
     

    Indice

    La prima pagina dispari (a destra), dopo quella che contiene il frontespizio, presenta l'indice o sommario.
    L'indice riporta, in dettaglio e uno sotto l'altro, i titoli dei capitoli e dei paragrafi (nonchè degli eventuali sotto-paragrafi), con accanto, in una colonna, la pagina di inizio per ciascuno.
     
    E' bene che l'indice sia quanto più possibile dettagliato (spesso occupa 2/4 pagine). Esso rappresenta, in un certo senso, la sintesi schematica della Tesi. Serve al lettore (al Relatore) per farsi una prima idea generale del lavoro e al Tesista per tenere sotto controllo quello che ha fatto.
     
    Come già ricordato, per la redazione dell'indice è consigliare utilizzare sin da subito il sistema di sommario automatico presente nel programma di scrittura.

    Suddivisione del testo

    Le varie parti del testo devono essere identificate in modo chiaro, con un titolo separato per ciascuna.
    Il testo può essere suddiviso a vari livelli: parti; capitoli; paragrafi; sotto-paragrafi.
    E' bene che i vari livelli di suddivisione siano omogenei, nel senso che i capitoli debbono avere dimensioni relativamente simili (ad esempio: 10/30 pagine) così come i paragrafi (ad esempio: 1/3 pagine).
     
    Le parti della Tesi sono generalmente due:
    - Parte Prima, ovvero la rassegna della letteratura scientifica disponibile sull'argomento
    - Parte Seconda, ovvero la ricerca.
    I capitoli possono essere in numero variabile.
     
    Nella prima parte (Rassegna) ne sarà presente uno per ogni argomento rilevante connesso con il tema della Tesi.
    Ad esempio, se il titolo è "Le relazioni di amicizia fra gli attori professionisti", vi sarà, quanto meno: un capitolo sulle relazioni interpersonali; uno sulle close relationships (in particolare: l'amicizia); uno sulla condizione di attore professionista; uno sulle relazioni di amiciza fra gli attori.
    Nella seconda parte (Ricerca) ci saranno i capitoli: metodologia; risultati; conclusioni e commento.
     
    I capitoli cominciano sempre dalla cima di una pagina nuova. Il titolo del capitolo va tutto in maiuscolo e in grassetto. E centrato.
    I paragrafi continuano, nel testo, uno di seguito all'altro.
    Il titolo dei paragrafi è in Maiuscolo/minuscolo (prima lettera maiuscola, il resto minuscolo), allineato a sinistra, sempre in grassetto. Lo stesso vale per eventuali sotto-paragrafi.
    Il titolo di ciascun paragrafo (o sotto-paragrafo) è su una riga a parte e, in linea di massima, separato dal testo precedente con due spazi e dal testo successivo con uno spazio.
     
    I capitoli sono numerati progressivamente per tutta la Tesi (1, 2, 3 ... 9, 10, ecc).
    I paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun capitolo (1.1; 1.2; 1.3 ... 1.9; 1.10; ecc).
    Gli eventuali sotto-paragrafi sono numerati progressivamente all'interno di ciascun paragrafo (1.1.1; 1.1.2; 1.1.3 ... 1.1.9; 1.1.10; ecc).

    Riferimenti

    Tutto ciò che viene ripreso da una qualche fonte deve essere riportato con esplicito riferimento alla fonte da cui è stato ricavato.
    Un lavoro scientifico è solitamente costellato di riferimenti nel testo.
    Quanto vi viene affermato deve generalmente essere supportato dalla testimonianza di molti altri studiosi, che hanno condotto ricerche o sviluppato interpretazioni al riguardo. I riferimenti alla letteratura scientifica vanno dunque utilizzati liberamente e ampiamente, tutte le volte che possono risultare utili. Essi rappresentano un po' il pedigree della Tesi.
     
    Il riferimento nel testo segue esclusivamente la regola: Cognome dell'autore, anno di pubblicazione.
    Un esempio qualsiasi potrebbe essere:

    "Il corso di Laurea in psicologia, in Italia, è molto interessante (Caprara, Dazzi e Roncato, 1989). Alla fine del corso di Laurea è necessario produrre una Tesi scritta, per la redazione della quale è possibile ispirarsi, su di un piano generale, a vari modelli (Eco, 1977; Pozzoli, 1986; Perussia 1997). E' comunque importante, per il futuro psicologo, tenere conto delle indicazioni fornite dal ben noto Manuale redatto dalla American Psychological Association (1994)."
     
    Se vi sono più opere di uno stesso autore pubblicate nello stesso anno, anche nel testo, come in bibliografia, vanno contrassegnate con lettere progressive.
    Esempio:
     
    "E stato rilevato sperimentalmente che quando piove ci si bagna (Rossi, 1985a), ma che questo avviene anche quando ci si tuffa in mare (Rossi, 1985b)."
     
    Se gli autori di un articolo o libro citato sono due o tre, vanno tutti ripetuti ogni volta. Ad esempio: (Rossi, Bianchi e Verdi, 1994).
    Se gli autori del lavoro sono più di tre, si cita solo il primo seguito da "et al". Ad esempio, per un lavoro del 1988 di Rossi, Bianchi, Verdi, Gialli e Turchini, si citerà: (Rossi et Al, 1988).
    Nella bibliografia andranno riportati comunque i nomi di tutti gli autori che hanno scritto il lavoro.

    Citazioni

    Il contenuto della Tesi consiste esclusivamente di un testo originale prodotto personalmente dallo Studente.
     
    E' assolutamente fuori luogo riportare parti (brani) del lavoro altrui come se fossero proprie (cioè senza dirlo esplicitamente).
    Ove ciò avenisse (e venisse rilevato) si tratterebbe di plagio e la Tesi sarebbe automaticamente rifiutata, con conseguenze di vario tipo (ma sempre negative) per lo Studente.
    Il comportamento assolutamente più squalificante per un ricercatore è appunto quello di plagiare testi altrui (per inciso: secondo la legge italiana, questo tipo di plagio è anche un reato).
     
    E' invece possibile, e anzi si usa spesso, citare letteralmente, in modo esplicito, piccoli e sintetici brani del lavoro altrui.
    La presenza di citazioni utili e puntuali è un fattore di qualità del lavoro scientifico.
    Si tratta, in questi casi, di un tipo particolare di riferimento nel testo.
    Quando ciò avviene, la parte di testo ripresa dal lavoro di un altro autore deve tassativamente essere messa tra virgolette, indicando, tra parentesi, il riferimento bibliografico e la pagina del testo originale da cui è stata ricavata la citazione.
    Esempi:
    "Come ha notato Barba (1991, 223): "Inventare il senso, infatti, vuol dire soprattutto saper cercare il modo per trovarlo"."
    "Ma perchè dalle pagine scritte i personaggi balzino vivi e semoventi bisogna che il drammaturgo stesso trovi la parola che sia l'azione stessa parlata, la parola viva che muova, l'espressione immediata, connaturata con l'atto, l'espressione unica, che non può essere che quella" (Pirandello, 1908, 214).
     
    Una citazione breve (di una frase o di poche righe) resta all'interno del testo. Una citazione più lunga viene riprodotta sotto forma di capoverso con corpo e formattazione differente (ridotti) in modo da apparire ben riconoscibile.
    Esempio:
    “Possiamo dunque paragonare lo spirito di un uomo a un teatro di una profondità indefinita, la cui ribalta è molto stretta, ma la cui scena si va allargando a partire dalla ribalta. Su questo proscenio illuminato non c’è posto che per un solo attore. Questi arriva lì, gesticola per un momento, si ritira; ne compare un altro, poi un altro, e così di seguito: ecco l’idea o l’immagine in primo piano. Al di là, sui diversi piani della scena, ci sono altri gruppi, tanto meno chiari quanto più sono distanti dalla ribalta. Al di là di questi gruppi, tra le quinte e il lontano retroscena, si trova una moltitudine di forme oscure che una chiamata improvvisa porta talvolta sulla scena o conduce fin sotto le luci della ribalta, mentre sconosciute evoluzioni si operano costantemente in questo formicolio di attori di tutti gli ordini per fornire i corifei che a turno, come in una lanterna magica, vengono a sfilare davanti ai nostri occhi.” (Taine, 1870, I.278).

     

     
     
    Le citazioni devono sempre essere ricavate dal testo originale. Se l'originale è in lingua inglese, lo si riporta in inglese, altrimenti lo si riporta in lingua originale, seguita da una traduzione in italiano.
    Se invece si fa riferimento a una traduzione italiana del testo originale, allora la citazione va datata con l'anno originale, seguita dall'indicazione della edizione italiana e dalla pagina dell'edizione italiana
    Esempio: "In caso di dubbio, scegliere per il meglio" (Kraus, 1926; edizione italiana, 1985, p.42).
     
    In qualche caso, da ridurre al minimo, può succedere che si riprenda una citazione riportata da un altro autore, che a sua volta cita l'autore che ci interessa.
    In tale circostanza, occorre prima di tutto compiere ogni sforzo per andare a ritrovare il testo originale, e citarlo con riferimento a tale testo. Se questo obiettivo risulta ragionevolmente impossibile, si può (con molta moderazione) riportare una citazione da una citazione, sempre esplicitandola nel testo.
     
    Esempio: "Il conflitto è padre di tutte le cose e di tutte è re, e gli uni fece dei e gli altri uomini, gli uni schiavi e gli altri liberi" (Eraclito, Frammento n.14, citato in: Sforzini, 1970, p.15).

    Note

    Nella Tesi è meglio non introdurre delle note, poichè l'impiego delle note, una volta frequente, è venuto meno nell'uso scientifico contemporaneo, che utilizza generalmente i riferimenti tra parentesi (cognome e anno di edizione, che rimandano alla bibliografia).
    Capita tuttavia di usare delle note, all'interno di volumi veri e propri e secondo criteri che sarebbe lungo spiegare qui (meglio seguire, piuttosto, la regola generale secondo cui le note non si fanno).
     
    Ove risultasse veramente indispensabile introdurre una nota, questa va posta a piede di pagina, con un rimando in apice all'interno del testo e una numerazione progressiva.
    Nei programmi di word-processing è solitamente presente un comando automatico di impaginazione e di numerazione delle note.

    Tabelle (e grafici)

    La Tesi contiene spesso delle tabelle (o anche dei grafici), con i dati della ricerca o altri elementi quantitativi di riferimento.
    Le tabelle sono in genere scritte in un carattere più piccolo del testo normale e vengono contornate da una gabbia costituita di linee sottili.
    Le tabelle si numerano progressivamente nel testo.
     
    Le tabelle devono sempre avere un titolo (generalmente in corsivo) che ne sintetizza il contenuto. La regola è che anche un lettore che guardi solo una tabella (isolata dal testo) possa capire dalla didascalia la sostanza di ciò che la tabella contiene.
     
    La struttura delle tabelle viene organizzata utilizzando gli appositi comandi (“testo in tabella”, “celle di tabella”, “layout di tabella”, ecc) presenti nel programma di scrittura (di solito, nei menù: “inserisci” e “formato”).
     
    La struttura di tabella risulta utile anche per presentare schemi e tavole di sintesi per particolari aspetti del lavoro.

    Illustrazioni

    Nelle Tesi si utilizzano in genere poche illustrazioni. La presenza di illustrazioni nasce infatti solo dalla necessità di presentare qualcosa di indispensabile per la comprensione di quello che la Tesi descrive.
    Non ha senso proporre illustrazioni a scopo decorativo (del tipo: foto generiche di bambini, se la Tesi tr